
L’idea: tornare sull’isola del Giglio, in Toscana. Per le nozze d’oro, però, hanno pedalato per 9 giorni dall’Adriatico al Tirreno
13 luglio 2025 – Hanno pedalato per 454 chilometri, suddivisi in 9 tappe, e guadagnato ben 11.500 metri di dislivello positivo, coprendo la distanza tra Ancona e Orbetello, tra costa adriatica e costa tirrenica. Ma la loro prima domanda, una volta scesi dalla bicicletta, è stata: qual è il prossimo anniversario da festeggiare? Già, perché Maura Ventimiglia – presidente dell’associazione Fiab-Amici della bicicletta di Forlì – e il marito Paolo hanno festeggiato le loro nozze d’oro così: tornando, in sella all’e-bike, laddove tutto era cominciato. All’isola del Giglio, meta del loro viaggio di nozze, cinquant’anni fa.
Ventimiglia, com’è nata l’idea?
“Avevamo già deciso che, per il nostro 50° anniversario, saremmo tornati al camping ‘Baia del sole’, all’Isola del Giglio, che ci aveva ospitato in occasione della luna di miele. Poiché, nel frattempo, abbiamo maturato la passione per la bici, ci siamo detti: perché non arrivarci pedalando?”.
Quale itinerario avete seguito?
“Abbiamo preso il treno da Forlì ad Ancona, il 3 giugno, per seguire, poi, la traccia denominata ‘Italia coast to coast’, disponibile sia in versione cartacea che online. L’itinerario, ormai abbastanza noto, attraversa 4 regioni, tra sentieri, sterrati e strade a bassa densità di traffico veicolare, ed è suddiviso in 9 tappe. Dall’ultima, Orbetello, abbiamo raggiunto Porto Santo Stefano e, da lì, siamo arrivati, in traghetto, all’isola del Giglio”.
La tappa più impegnativa?
“Tutte le tappe hanno avuto la loro componente di difficoltà, soprattutto per le salite, molte delle quali ripide e con pendenze decisamente critiche. Ma il fascino dei panorami e la bellezza dei piccoli borghi, alcuni pressoché sconosciuti, hanno certamente ripagato della fatica”.
Passavate l’intera giornata a pedalare o vi siete concessi qualche momento di relax?
“Eravamo in compagnia di una coppia di amici che condividono la nostra passione per le due ruote, e ci siamo certamente goduti diverse soste piacevoli. Il bagno a Portonovo, baia immersa nel parco del Conero, per inaugurare la prima tappa. O la sosta a San Severino Marche per ricordare la brigata Mario, formazione partigiana che ha combattuto in zona. Ma anche la visita alla basilica di Assisi e quella al duomo di Orvieto. Infine, il bagno ristoratore alle terme di Saturnia, durante la penultima tappa del viaggio”.
Dopo 9 tappe e oltre 450 chilometri, l’approdo all’Isola del Giglio. Che emozione è stata tornare nel camping in cui avevate alloggiato 50 anni fa, da freschi sposini?
“Il paesaggio è molto diverso, naturalmente. Così come il campeggio, assai più ‘raffinato’ e attrezzato rispetto al passato. Non ci siamo sorpresi, perché i territori cambiano come cambia la società: è inevitabile che i flussi turistici lascino la loro impronta. L’accoglienza, però, conserva la stessa genuinità di cinquant’anni fa”.
Siete rientrati in treno e non siete per nulla stanchi, anzi: state già programmando il prossimo viaggio. Può svelare la destinazione?
“In realtà stiamo vagliando diversi itinerari (sorride), ma l’idea di fondo è sempre la stessa: vogliamo continuare a scoprire l’Italia in bici, pedalando con lentezza. È la modalità giusta per lasciarsi sorprendere da scorci insoliti, per entrare davvero in contatto con le persone e i luoghi attraversati. Viaggiando a bordo di veicoli ben più veloci e ‘performanti’, tutto questo fascino rischierebbe di andare perduto”.


